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Le categorie del diritto civile

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Specifiche

LIPARI NICOLO'
9788814182495
2013
XI - 230

Il tema delle categorie non appartiene all'autonoma riflessione dei giuristi. Essi se ne valgono, ma ne ignorano i meccanismi formali, la struttura concettuale; di fatto però il giurista pratico utilizza le categorie come strumento operativo, al pari del bisturi per il chirurgo, giacché esse si offrono alla sua analisi come dati oggettivi, caselle classificatorie. Tale atteggiamento non ha impedito processi evolutivi significativi: ripercorrere la storia della civilistica italiana nella seconda metà del secolo scorso significa cogliere una sostanziale rivoluzione nei risultati applicativi, riconoscendo tutele che un tempo sarebbero state impensabili, ma tuttavia sempre all'interno di radicati paradigmi concettuali, o meglio entro il limite di elasticità delle vecchie categorie classificatorie. Sì è venuta a determinare così una sorta di confusione delle lingue. Le tradizionali categorie continuano a essere richiamate quali vuoti indici lessicali, all'interno dei quali possono convivere modelli diversi e per l'effetto diversi esiti operativi. Così si parla, ad esempio, di primo, secondo o terzo contratto, perdendo di vista l'originaria idea di una libertà del consenso, i cui esiti non era consentito al giudice di sindacare (salvo casi estremi). In tale difficile stagione, sempre più forte è l'esigenza di rompere le sedimentazioni discendenti da vecchie cristallizzazioni concettuali, per rideterminare un minimo comune denominatore di linguaggio e ripensare il modo in cui vengono utilizzate le più classiche categorie del diritto civile. L'opera nasce proprio con l'intento di mettere in discussione tali categorie (soggetto, beni, atto di autonomia, responsabilità), onde evidenziare un radicale mutamento di prospettiva: il diritto non è più una costruzione che nasce dall'alto, ma semmai dal basso dei luoghi in cui i conflitti sociali si consumano e trovano composizione, ovvero in difficili mediazioni socio-economiche, o ancora nel delicato crogiolo del giudizio.

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